• Museo dei tasso
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Il trasporto della posta

Nel corso dei secoli, lo sviluppo dei mezzi di trasporto della posta ebbe varie forme di evoluzione caratteristiche per ogni epoca, che possono sintetizzarsi come segue:

1) In un primo periodo il trasporto delle lettere era libero ed aperto a chiunque volesse occuparsene: ogni città aveva i propri corrieri, così pure i mercanti che si riunivano per affidare le loro importanti lettere ai corrieri privati che si posizionavano nei punti strategici, ed una volta ricevute le lettere, partivano per le loro destinazioni; i Principi si scambiavano messaggi con propri messaggeri, i pellegrini si incaricavano di far arrivare le lettere nelle città poste lungo il loro cammino, le Università organizzavano propri corrieri che mantenevano i contatti culturali con le altre Università, come pure i frati conventuali;

2) Qualche secolo dopo i governanti si accorsero dell’importanza del controllo del servizio postale sia come fonte di introiti che come fonte di informazioni, e rivendicarono il diritto regale di gestire in regime di monopolio il trasporto della posta (jus postale);

3) Si crearono tanti territori postali quanti erano i singoli Stati: le lettere venivano passate da uno Stato ad un altro in cambio di denaro, provocando così la necessità dei primi accordi tra stati per la regolamentazione del trasporto delle lettere;

4) Tra 1700 e 1800 si manifestò un enorme sviluppo della corrispondenza per effetto dell’analogo sviluppo della società industriale, ed il sistema postale tradizionale entrò in crisi, costringendo i governi a riorganizzare il servizio postale prima con l’introduzione del francobollo, inteso come semplificazione dell’intero sistema, poi con la fondazione dell’ U.P.U., Unione Postale Universale, con lo scopo di creare un unico sistema postale mondiale. (Adriano Cattani, direttore del Museo dei Tasso e della Storia Postale).
 

I mezzi di trasporto delle lettere: l’epopea della diligenza

Diligenza postale primo Ottocento
Diligenza postale primo Ottocento

Anche i mezzi di trasporto delle lettere subirono molti cambiamenti nel corso dei secoli. Ben presto il cavallo non fu sufficiente per garantire un efficiente trasporto: questo animale non ha molta resistenza, e dopo una galoppata ha bisogno di riposo, quindi all’epoca del suo utilizzo da parte vdei corrieri, esso provocava dei ritardi. Inoltre, in caso di neve, o di attraversamento dei fiumi, il cavallo era di disturbo alla regolare corsa, invece che di vantaggio. Fu necessario, per questi motivi, costruire lungo il percorso delle stazioni di posta dove il cavallo potesse essere sostituito subito da un altro, fresco e riposato, che poteva riprendere il percorso con piena efficienza. Le stazioni di posta furono costruite ad una costante distanza l’una dall’altra (circa 20 chilometri), e delle persone erano incaricate di far trovare ai corrieri cavalli sempre riposati. Ben presto, però, il cavallo non fu sufficiente, perché oltre alle lettere, i corrieri furono incaricati di trasportate anche dei pacchi, quindi avevano bisogno di spazi maggiori. Fu introdotta, così, la diligenza, che ben presto fu utilizzata anche per trasportare, naturalmente a pagamento, qualche passeggero.

Diligenza postale austriaca di metà Settecento
Diligenza postale austriaca di metà Settecento

Le stazioni di posta si trasformarono anche in posti di ristoro ed in alberghi, oltre che cambio di cavalli, dove anche i passeggeri potevano riposare e mangiare. Ancora oggi molte tracce di queste stazioni di posta si possono trovare lungo le strade principali, come Alberghi e Ristoranti intitolati “alla Posta”, a ricordo di quei loro antenati che spesso avevano sede nello stesso edificio. Le carrozze divennero sempre più grandi per ospitare maggiori viaggiatori, assumendo spesso nomi differenti che si sono tramandati fino ad oggi (ad esempio, l’omnibus, che era una diligenza creata apposta per passeggeri, e il cui termine è usato ancora oggi per certi mezzi di trasporto passeggeri, come pure la corriera, nome dato ancora ai bus passeggeri, e che altro non è che il mezzo che ha sostituito la diligenza dopo l’introduzione del motore).

Treno postale di inizio Ottocento
Treno postale di inizio Ottocento

La posta al passo coi tempi: la ferrovia

La necessità di un trasporto sempre più veloce e più sicuro della corrispondenza mantenne il servizio postale sempre al passo con i tempi. L’invenzione del motore a vapore, risalente ai primi anni dell’ ‘800, diede un grande impulso al miglioramento del trasporto postale, sia sulle navi che viaggiavano regolarmente lungo le coste italiane, sia sulla nuova invenzione nata col motore a vapore, cioè la ferrovia, allora chiamata “strada ferrata”. L’invenzione della strada ferrata, avvenuta in Inghilterra nei primi anni dell’ 800, si trasferì ben presto in tutta Europa, dove i governi facevano a gara per costruire le nuove strade, appunto le strade ferrate, che garantivano maggiore velocità di trasporto rispetto alla diligenza. Il mezzo di trasporto a cavalli ben presto cadde in disuso, almeno lungo i percorsi principali, e venne sostituito dal nuovo mezzo che, raggiungendo velocità allora impensabili, univa le città molto più facilmente e con minori disagi per i passeggeri. Anche il servizio postale si servì subito della strada ferrata, dalla quale si faceva trasportare i sacchi della posta, ed addirittura si pensò di costruire vere e proprie carrozze postali, dove le lettere venivano “lavorate”, cioè ricevute direttamente nella carrozza senza passare prima per l’ufficio della posta, poi venivano suddivise a seconda della città di destinazione, ed quindi trasportate e consegnate ai destinatari. Lo sviluppo in Europa della strada ferrata nel corso del 1800 permise un analogo sviluppo anche del servizio postale, che sostituì le stazioni di posta con le stazioni ferroviarie (mantenendone, però, il nome “stazione”) ed allargò e facilitò i contatti tra i cittadini d’Europa.

La posta al passo coi tempi: la navigazione

Le lettere viaggiavano spesso anche con le navi, soprattutto nei lunghi percorsi, tenendo presente che le strade erano di solito limitate nello spazio (molto spesso si preferiva il trasporto su barca lungo i fiumi, i torrenti ed i canali, perché erano già naturalmente predisposti, non occorreva costruirli se non in qualche occasione, e richiedevano poca manutenzione). Tutti gli Stati affacciati sul mare avevano dei porti più o meno grandi, dove le navi attraccavano portando da lontano molte merci importanti, che da quei porti venivano distribuite dai mercanti nei vari mercati d’Europa. I capitani delle navi, molto spesso, venivano incaricati dai mercanti di trasportare delle lettere, naturalmente a pagamento, e questo era, se non consentito, almeno tollerato dalle autorità perché non esistevano alternative valide per il trasporto di quelle lettere attraverso il mare.

Nave postale italiana del Settecento
Nave postale italiana del Settecento
Quando il motore a vapore, introdotto nei primi anni dell’ ottocento, fu alloggiato nelle navi, rendendo inutili un po’ alla volta le vele, tutto il sistema dei trasporti marittimi cambiò: la navigazione divenne più veloce perché il motore sviluppava una maggiore potenza rispetto alla forza del vento esercitata sulle vele, più sicura e costante perché non più soggetta ai capricci del vento, e più capiente perché le navi spinte dal motore poterono diventare sempre più grandi, contenendo quindi molta più merce e passeggeri. Anche la posta cominciò subito ad utilizzare il nuovo mezzo, anzi spesso fu proprio la necessità di migliorare sempre più il servizio postale che indusse a volte i governi (come durante il neonato Regno d’Italia, 1861) ad affidare al servizio postale l’onere di favorire con contributi pubblici la costruzione di nuove navi sempre più potenti, ed a creare nuovi servizi e nuove linee di navigazione.
In questo servizio si distinsero, in Italia, le compagnie Ribattino di Genova e Florio di Palermo, ed a Trieste la compagnia Lloyd Austriaco, che firmarono con i rispettivi Governi delle Convenzioni favorevoli per la gestione di importanti linee di Navigazione, e con esse anche dei relativi servizi di trasporto postale.

(Adriano Cattani, direttore del Museo dei Tasso e della Storia Postale).